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Tumore al seno Parma

Queste pagine offrono interessanti e utili approfondimenti e informazioni locali che ti possono aiutare ad avere tutte le informazioni che ti servono per quanto riguarda la salute. In particolar modo stiamo parlando del tumore al seno, una patologia molto grave che colpisce ogni anno in Italia 37 mila donne. La prevenzione e' la risposta numero uno. Leggi l'approfondimento di www.infosalute.info e consulta la lista di specialisti a Parma.

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IL CIBO, ALLEATO DELLE TERAPIE CONTRO IL TUMORE AL SENO

Il cibo gioca un ruolo fondamentale nel recupero della salute proprio nei momenti in cui meno si desidera mangiare

16.10.2011. Il cibo è un alleato fondamentale per il mantenimento dello stato di salute durante le terapie per sconfiggere il cancro al seno. A questo proposito parla Maurizio Muscaritoli, Professore associato di Medicina Interna e Direttore dell'Unità Operativa di Coordinamento delle Attività di Nutrizione Clinica, Azienda Policlinico Umberto I “Sapienza”, Università di Roma.

Quanto è importante una corretta alimentazione per una donna che deve affrontare un tumore al seno e perché?
Tanto la chemioterapia quanto la radioterapia sono efficaci, ma possono causare una serie di effetti collaterali che tendono ad essere più intensi nel periodo immediatamente successivo al ciclo terapeutico. Di conseguenza, spesso, durante la radio- o la chemioterapia, la paziente può perdere peso. Per evitare che insieme al grasso si perda la massa muscolare, è necessario seguire una dieta energetica ed equilibrata dal punto di vista dell’apporto di calorie e proteine. Il cibo gioca dunque un ruolo fondamentale nel recupero della salute proprio nei momenti in cui meno si desidera mangiare, come spesso succede durante le terapie oncologiche. Allo stesso tempo, però, la dieta deve essere gradevole e appetitosa, per contrastare l’avversione al cibo che si può avvertire durante le terapie.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni cui si può andare incontro quando ci si sottopone alle terapie oncologiche?
Gli effetti più comuni che si possono verificare riguardano la cosiddetta mielodepressione, che può manifestarsi con leucopenia (abbassamento dei globuli bianchi), anemia (abbassamento dei globuli rossi) o piastrinopenia (abbassamento delle piastine); in genere tali effetti si evidenziano 8-10 giorni dopo la prima somministrazione del farmaco chemioterapico e possono essere accompagnati da nausea, alterazioni del gusto, perdita di appetito, mucosite orale, cioè bruciore alla bocca o all’esofago. Va però sottolineato che, anche con l’ausilio di una corretta e mirata alimentazione, le pazienti sono in grado di recuperare i valori ematici ottimali senza ricorrere a particolari cure.

Spesso, a differenza delle altre forme tumorali, le donne affette da neoplasia mammaria possono andare incontro a un aumento di peso: come deve essere valutata questa evenienza e come affrontarla?
Anche se può sembrare paradossale, un effetto frequentemente lamentato dalle donne che hanno seguito la terapia per il tumore al seno è l’aumento e non la perdita di peso. Questo problema ha cause diverse, ma ha delle conseguenze molto pesanti sullo stato di salute fisica e psicologica della donna. Infatti, l’aument...

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MANTENERSI SANE: LA NUOVA ARMA CONTRO IL TUMORE AL SENO

Il fattore che più ha inciso in senso positivo sulla prognosi del tumore al seno è la diagnosi precoce

09.10.2011. Anche se affrontato precocemente, il tumore al seno espone circa il 20% delle donne colpite a una ricaduta; ciononostante, sono sempre di più le donne che convivono con la malattia: può spiegarci, professor Cortesi, questo dato apparentemente contraddittorio?
I dati non sono contraddittori ma rappresentano il risultato di un diverso atteggiamento clinico e dei progressi terapeutici degli ultimi anni. Il diverso atteggiamento si concretizza nella pratica dello screening e in una maggiore attenzione da parte delle donne: ciò significa un maggior numero di diagnosi di tumori molto più piccoli di un tempo e quindi più facilmente guaribili con i trattamenti locali, loco-regionali e adiuvanti, che si traduce nell’aumento costante delle donne che vivono con l’esperienza di un tumore al seno operato e potenzialmente guarito.

Quali sono stati i fattori più significativi nel mutamento della prognosi della neoplasia mammaria negli ultimi vent’anni? I fattori che maggiormente hanno inciso in senso positivo sulla prognosi del tumore al seno sono la diagnosi precoce e una maggiore definizione della malattia dal punto di vista biologico. Dalla maggiore conoscenza delle caratteristiche biomolecolari dei diversi tumori deriva la nostra capacità di assegnare a ogni tumore e a ogni paziente una terapia che sia più personalizzata possibile, con migliori risultati e spesso con minore tossicità. Ciò non significa che per ogni caratteristica biologica del tumore ci sia di default il suo farmaco, ma è chiaro che più si studiano i tumori dal punto di vista biologico, più aumenta la possibilità di utilizzare farmaci target. Le terapie antitumorali attuali, fra cui i farmaci biologici, offrono una capacità di controllo della malattia nettamente migliore.

Dinnanzi a migliaia di donne che convivono con una neoplasia mammaria anche per parecchi anni, il tempo di vita non si misura più solo quantitativamente ma anche e soprattutto qualitativamente: qual è il contributo delle più recenti opzioni terapeutiche al mantenimento di una qualità di vita soddisfacente? La qualità della vita è di fatto conseguente a un equilibrio tra due pesi negativi: da un lato quello della malattia tumorale, ossia la presenza/assenza dei sintomi e il loro controllo, dall’altro il peso della tossicità del trattamento. Dal momento che lo sviluppo del tumore e il trattamento sono antagonisti l’uno con l’altro, è necessario mantenere l’equilibrio: nell’ambito del miglior trattamento possibile, la minore tossicità. Lo sviluppo di migliori terapie di supporto e la possibilità di modulare I trattamenti, passando da qu...

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