» » »

Fisioterapista Piacenza

Queste pagine offrono interessanti e utili approfondimenti e informazioni locali che ti possono aiutare ad avere tutte le informazioni che ti servono per quanto riguarda la salute. In particolar modo stiamo parlando della fisioterapia che e' una tecnica riabilitativa che sfrutta mezzi fisici per aiutare il paziende a riprendersi dopo un trauma o un incidente. Leggi l'approfondimento di www.infosalute.info e consulta la lista di specialisti a Piacenza.

Imprese Locali

Per tutte le informazioni relative a questa pagina contatta:nSphere.
Monica Rivi
(052) 345-3054
Via Morigi  20
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Camillo Luppini
(052) 362-3168
Via Gambara 15
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Vincenzo Braghieri
Via S.franca 25
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Danilo Bosi
(052) 375-5542
Via Manfredi 23
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Maria Antonia Biasini
(052) 371-3153
Via Veneto 92 A
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Tullio Tiberio
Via De Meis  8
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Pasquale Romano
(052) 371-3153
Via Veneto N. 92 A
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Vittorio Peveri
(052) 359-1102
Via Farnesiana 10
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Mohamed Nasseh Knefaty
Via Mosca 10
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Giancarlo Schettino
Via Foresti  14
Piacenza
Specializzazione
Medico di base

Informazione fornita da
Informazione fornita da

FISIOTERAPIA: NUOVE SFIDE PER UNA CULTURA DELLA SALUTE

Centri specializzati in fisioterapia: il dott. Pestelli commenta passato e futuro della disciplina

14.09.2011. Presa in carico globale del disabile nelle situazioni più complesse, supporto al sistema di prevenzione nei casi meno gravi, e sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza dell’attività fisica. Sono queste le sfide e le ambizioni della fisioterapia moderna, che si propone sempre più come specialità vicina alle persone e valida alternativa alla farmacologia. In occasione dell’8° Giornata mondiale della fisioterapia, che si celebra giovedì 8 settembre, è inevitabile una riflessione su passato e presente della disciplina. «La fisioterapia e la riabilitazione sono relativamente giovani, ma hanno già avuto un impatto rilevante sulla qualità della vita della popolazione, segnando positivamente il rapporto tra cittadini e salute – commenta il direttore del Dipartimento Non Acuto e dell’U.O. di Riabilitazione dell’Ausl di Forlì Germano Pestelli, fisiatra – Ormai, la fisioterapia non è più solo sinonimo di massaggi o terapie con agenti fisici, piuttosto significa sia gestione di abilità e disabilità attraverso l’esercizio terapeutico, sia presa in carico dei bisogni di partecipazione e cura longitudinale della famiglia e della persona disabile». In questo passaggio dalla considerazione della sola malattia all’interesse per l’individuo nella sua globalità e unicità, la fisioterapia ha acquisito due grandi campi d’interesse. «Uno è quello della prevenzione attraverso il miglioramento degli stili di vita, diretto a combattere anche alcune patologie importanti come l’osteoporosi, i cui danni sono limitati molto più da un’attività fisica costante che non dall’uso di farmaci ad alto costo, o l’osteoartrosi, che si può evitare attraverso un uso ergonomico delle articolazioni e il mantenimento di un peso adeguato – prosegue il dott. Pestelli – il secondo è rappresentato dalla gestione della disabilità attraverso la conoscenza dettagliata dei bisogni sociali, riabilitativi e di partecipazione delle persone disabili, temporanee o permanenti, e delle loro famiglie: una simile conoscenza determina la presa in carico di questi bisogni e la possibilità di soddisfarli in maniera ottimale». Altro settore importante è quello della gestione delle cronicità attraverso la didattica motoria e la rete territoriale di aiuto alle patologie invalidanti, le quali sono all’origine di una minore partecipazione alla vita comunitaria e quindi del calo della qualità della vita. «In questo senso, si può intervenire, ad esempio, istituendo nuclei di attività fisica adattata (Afa), che stanno proliferando sul territorio f...

Clicca qui per leggere il resto dell' articolo su Infosalute