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Consultorio Psicologico Rieti

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SONO 15 MILIONI GLI ITALIANI CHE SOFFRONO DI DEPRESSIONE

Secondo gli specialisti in psicologia ad influire sulla sua comparsa è la vita moderna, spesso priva di molte certezze e gratificazioni

16.03.2011. Sono 15 milioni gli italiani depressi, praticamente uno su quattro. Questo alto numero è la conseguenza di un contesto di vita molto spesso senza prospettive future e certezze economiche, caratterizzato inoltre da relazione interpersonali virtuali e fugaci.
“Nella pratica clinica è molto frequente trovare una correlazione tra il ruolo di questi fattori e la comparsa della patologia depressiva – dichiara il prof. Eugenio Aguglia, presidente della Società Italiana di Psichiatria –. L’ambiente esterno gioca quindi un ruolo fondamentale, che va a sommarsi agli aspetti biologici e psicopatologici della persona. Pochi punti di riferimento, scarsa sicurezza personale e prospettive di realizzazione lavorativa sempre più incerte inducono in molti casi la comparsa della problematica depressiva”. Una situazione che tocca solo le fasce più deboli? “Assolutamente no, la maggiore vulnerabilità alla depressione – aggiunge il prof. Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze, A.O. Fatebenefratelli-Oftalmico-Melloni di Milano – riguarda ormai tutti. La realtà di oggi richiede una capacità adattativa e una flessibilità a cui spesso non siamo in grado di rispondere. Tutte le fasce d’età sono quindi coinvolte: quelle giovanili, perché vedono il loro futuro incerto e limitato, l’età adulta, perché conosce nuove instabilità, e la terza età, perché soffre la difficile gestione di una vita in cui crescono i bisogni a fronte di possibilità economiche spesso molto limitate”.
E il numero delle persone che conoscono il disagio mentale e chiedono aiuto allo psichiatra è destinato a salire: “Ho notato un incremento di oltre il 15% degli episodi depressivi nel 2010 – continua il prof. Mencacci –, un dato molto significativo perché coinvolge persone che prima ricavavano soddisfazioni dall’area professionale e da quella relazionale-emotiva, ora in crisi. I pilastri dell’esistenza, quindi, rischiano di andare in frantumi”.
Anche in Italia, dunque, si registra l’aumento di un fenomeno che colpisce sempre di più i Paesi occidentali. In questo contesto la disponibilità di una nuova opportunità terapeutica può contribuire a migliorare l’esito delle cure, considerato che per molti pazienti la depressione è una malattia cronica e ricorrente. “Si tratta dell’agomelatina – dichiara il prof. Aguglia –, una molecola di prima scelta che può essere usata nel trattamento della patologia indipendentemente dalla gravità del fenomeno. Il farmaco agisce in alcune aree di efficacia che prima non e...

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